CENTRO STORICO

San Giorgio Morgeto (RC). 2009. Concorso Qualità Italia - Sensi contemporanei: 2° premio

 

RIQUALIFICAZIONE URBANA, AMBIENTALE E ARCHITETTONICA DELL'AREA DEL CENTRO STORICO COMPRESA FRA LA VIA FLORIMO E PIAZZA AMENDOLEA. 

Il tema oggetto del concorso è stato affrontato attraverso una doppia valenza: da un lato l’intervento su un manufatto esistente, dall’altro il suo rapporto con il contesto storico-naturale. Il progetto dell’esistente si pone spesso in alternativa al tema della demolizione, comunque attuale in una regione dove le trasformazioni edilizie hanno spesso distrutto valori ambientali e paesaggistici enormi. L’esistente si pone come il nuovo campo dove sperimentare e ricercare possibili soluzioni architettoniche e funzionali capaci di ridare significato e riconoscibilità ai luoghi e a parti di tessuto urbano. Il rapporto con il contesto storico/naturale si pone come ricomposizione dell’immagine di frontalità del centro urbano e come ricucitura funzionale ed architettonica dello spazio pubblico all’interno di un edificato magmatico. In questo senso parliamo di progetto architettonico come possibilità di restauro del paesaggio: azione che, a partire dalle trasformazioni in atto, si pone come “ripristino” dei caratteri identitari del luogo.

Il progetto si articola su una serie di temi caratterizzanti, interpretativi delle due categorie su esposte: il progetto dell’esistente e il restauro del paesaggio. Il sistema arroccato del centro storico di San Giorgio costituisce un esempio paradigmatico: esso guarda il paesaggio e nello stesso tempo si fa guardare dal paesaggio. L’idea progettuale tende a esaltare tale aspetto, in una logica di rintracciare ritmi, equilibri, misure e contestualità con il tessuto esistente, senza rinunciare ad una presenza specifica, capace di segnare il tempo e la sua contemporaneità. Nello stesso tempo occorre entrare negli interni attraverso una logica che leghi alle funzioni la capacità di creare sistemi e reti: al continuum dei tessuti edilizi occorre far corrispondere il continuum del suolo e dello spazio pubblico. Tutto questo riproponendo la finalità del manufatto esistente come contenitore/posteggio, edificio infrastrutturale capace di rispondere al bisogno di spazi funzionali per la mobilità interna ed esterna. In questo senso il progetto pur comprendendo molteplici temi, si presenta come un manufatto unitario, tassello in grado di dialogare con il luogo inteso nella sua fisicità di natura e storia.

Il muro

L’attuale muro di sostruzione del posteggio è caratterizzato da un sistema di archi su un ordine gigante di pilastri. Quello che emerge è la mancanza di misura e di rapporto con l’edificato esistente. Al contrario della tradizione dei muri di costruzione presenti in molti comuni calabresi in situazioni a forte acclività, che esaltano “l’acropolicità” del sistema e del rapporto suolo, edificato, superficie muraria, l’intervento esistente si configura come fuori scala poco attento al profilo della città. Il progetto proposto individua nella scala urbana il dato di partenza necessario per ridare “unitarietà” e proporzione. Pur nella sua autonomia esso tende ad integrarsi come parte del tutto. L’immagine principale è data dall’inserimento di contrafforti in ferro cortain che superano il livello della piazza soprastante come funzione totemica sul paesaggio, richiamando contrafforti di mura storici in una logica di frammenti e/o ruderi di un segno preesistente.

I contrafforti sostengono dei piani di brise-soleil in legno che, se da un lato schermano il posteggio, dall’altro lasciano filtrare la luce e l’aria. A partire da questa immagine di base il muro è stato concepito come una struttura di servizio. Al suo interno infatti vengono collocate vere e proprie finestre sul paesaggio, adatte per la sosta e l’osservazione insieme a dei moduli lamellari di panelli fotovoltaici, finalizzati alla produzione di energia per il fabbisogno dell’area posteggio. L’uso di rampicanti (edere, glicine, buganville, vite americana) restituiscono un’immagine di un muro verde, “aggredito” dalla natura e cangiante al passaggio delle stagioni.

La piazza

Al muro organico si contrappone il suolo in pietra della piazza soprastante. Questo è stato pensato come uno strato “dilagante” su tutto lo spazio orizzontale, ridisegnando l’attacco a terra di tutto il sistema di contorno (edifici, muri esistenti) fino ad arrivare alla piazza storica (Ammendolea). Il tracciato in pietra di una lunga diagonale che dalla fontana storica si estende fino al lato opposto di via Florimo, unisce le diverse giaciture e segna visivamente il collegamento organico tra due poli. La diagonale si fa panca in direzione della nuova piazza e sistema d’illuminazione a filo con il suolo. La sua conclusione a sbalzo è stata pensata come possibile luogo per la collocazione di una scultura, come contrappunto della fontana storica. Il suolo della nuova piazza è segnato dal ritmo di tracciati che riprendono quello verticale dei contrafforti del muro. Insieme a tale ritmo il suolo subisce uno ‘sfondamento’ a gradonata, in direzione di una campata, dando origine ad uno spazio multiuso (piccolo luogo per spettacoli, spazio di pura osservazione/contemplazione del paesaggio).

 

Il parcheggio

Il parcheggio è stato pensato all’insegna della normativa sulla sicurezza e della razionalizzazione dell’uso. Particolare importanza è stata data al sistema d’illuminazione attraverso un intervento che oltre a guardare al’uso di energia da fonti rinnovabili (l’inserimento dei pannelli fotovoltaici) si basa su un sistema di telecontrollo capace di razionalizzare i consumi energetici. Lo sguardo La collocazione acropolica del centro urbano ha nello “sguardo” verso il paesaggio uno dei caratteri principali. Lo sguardo struttura il progetto e lo spazio. Il suolo orizzontale della piazza, la gradinata-teatro, le “stanze ottiche” sul muro, vengono predisposte per lo sguardo verso la scena naturale di un frammento di paesaggio mediterraneo. Lo sguardo diventa anche introverso, attraverso la diagonale che invita a guardare alla piazza storica ed alla fontana artistica.